Sorveglianza

I GIST hanno un comportamento poco prevedibile, tanto che ricorrenza di malattia e metastatizzazione possono riguardare anche tumori considerati inizialmente benigni. Sono stati identificati due principali fattori prognostici: numero di mitosi e dimensioni della neoplasia, con conseguente identificazione di diverse classi di rischio (alto, intermedio e basso). Un elevato indice mitotico e/o dimensioni maggiori di 10 cm sono fattori che incidono negativamente sul rischio di ricadute. Il comportamento dei GIST è subdolo con possibilità di dare metastasi anche 20 anni dopo il primo intervento. Da qui la necessità di un follow-up praticamente a vita (o comunque per un periodo non inferiore a 10 anni) da parte di un team multidisciplinare che coinvolga oncologi, chirurghi, anatomo-patologi, radiologi, internisti e medici nucleari. Le visite di follow-up sono inizialmente ravvicinate (visita ogni 3 mesi per i primi due anni nelle lesioni ad alto/intermedio rischio ed ogni 6 mesi nelle lesioni a basso rischio) ed esiste l’indicazione ad effettuare periodicamente una TC di controllo. In casi selezionati esiste l’indicazione ad altri esami quali l’ecoendoscopia (lesione gastrica) o la RMN (allergia al mezzo di contrasto iodato).
In caso di sospetta recidiva di malattia è indicato l’esame PET-TC.