
GIST significa tumori stromali gastrointestinali (l'acronimo deriva dall'inglese gastrointestinal stromal tumor).
I GIST costituiscono la forma piu' comune di tumori mesenchimali del tratto gastrointestinale. Le cellule neoplastiche sembra abbiano origine da elementi progenitori delle cellule interstiziali di Cajal del plesso mioenetrico, responsabili del controllo della motilità intestinale.
L'incidenza di tali neoplasie è di circa 1,5 casi per 100.000 abitanti/anno. L'età media, in cui la malattia si manifesta, è intorno ai 55 e i 65 anni. Tuttavia esistono anche casi sporadici in età infantile e giovanile (GIST infantile). Gli uomini hanno un'incidenza superiore a quella delle donne.
Fino alla metà degli anni '90, i GIST venivano etichettati come leiomiomi o leiomiosarcomi. Attualmente, sono riconosciuti e classificati come entità distinte da altre neoplasie connettivali sia sul piano clinico che istopatologico.
Le sedi di origine piu' comuni sono lo stomaco (50%) ed il piccolo intestino (25%). Il colon (10%), il mesentere (7%) e l'esofago (5%) sono siti meno frequenti. La metastatizzazione avviene per lo piu' in cavità addominale ed al fegato. Meno frequente è l'interesamento linfonodale, polmonare o in sedi extra-addominali.
I GIST presentano un caratteristico profilo immunoistochimico essenziale per la conferma diagnostica. Il 95% circa esprime il c-kit (antigeni CD117), recettore transmembrana dotato di attività tirosinchinasica la cui attivazione innesca la proliferazione cellulare.
Sono stati identificati due principali fattori di prognosi: numero di mitosi e dimensioni della neoplasia, la combinazione di questi parametri permette l'identificazione di diverse classi di rischio (alto, intermedio, basso). Un elevato indice mitotico e/o dimensioni maggiori di 10 cm sono fattori che incidono negativamente sul rischio di ricorrenza.
La diagnosi di GIST puo' avvenire incidentalmente o in seguito alla comaparsa di sintomi aspecifici come dolori addominali, sazietà precoce, distensione addominale, sanguinamento gastrointestinale, astenia legata all'anemia. Gli esami strumentali piu' importanti per la diagnosi sono: ecoendoscopia, tomografia assiale computerizzata (TC), risonanza magnetica nucleare (RMN), tomografia ad emissione di positroni (PET).
Il trattamento di elezione per i tumori potenzialmente resecabili è la chirurgia mentre il trattamento medico dei tumori inoperabili prevede l'impiego di imatinib (Glivec) inibitore competitivo di una famiglia di molecole, tirosonchinasi, legate al recettore c-kit o PDGF-alfa. Le percentuali di risposte obiettive si aggira intorno al 80%. La dose raccomandata all'inizio è 400 mg al giorno. In caso di resistenza o progressione di malattia la dose puo' essere portata a 800 mg al giorno. E' già stata validato l'impiego di un nuovo farmaco, inbitore tirosinchinasico e con attività antiangiogenetica, sunitinib (Sutent) in caso di progressione o intolleranza ad imatinib e sono in corso di valutazione farmaci di terza linea nell'ambito di studi clinici controllati.